30 Mag

[Degustazioni] Festa de la Saresa – ciliegia superstar a Ceresara (MN)

Si sa, quando si parla di ciliegie una tira l’altra….. image
E allora perché non fare un salto a Ceresara, nella provincia mantovana, dove le sere dal 31 Maggio al 2 Giugno potrete cenare all’aperto lungo Via Roma, all’ombra della Torre gonzaghesca, imagesimbolo del paese, per degustare il Tortello della Possenta di Ceresara alla ciliegia (De.Co.) e altre specialità a base di questo frutto delizioso, come la pizza alle ciliegie e salame ceresarese image e la torta cioccolato e ciliegie “Dolceresa” (De.Co., ovvero Denominazione Comunale).

Le ipotesi sull’origine del nome del Comune di Ceresara sono varie, ma quella oggi maggiormente accreditata lo associa alla ciliegia. Il nome è infatti molto simile al termine latino cerasum. Nella zona un tempo il ciliegio era particolarmente diffuso, probabilmente per il particolare microclima del territorio che risente ancora in parte di quello della zona gardesana. Lo stemma comunale stesso presenta un albero con frutti rossi con un cane rampante, e sullo sfondo la terra.
Questa particolare predisposizione del territorio alla pianta del ciliegio, negli ultimi decenni ha suggerito ad alcune aziende della zona di intraprendere la coltivazione della “Ciliegia di Ceresara”.

La prova certa sulla confezione a Ceresara di una pasta ripiena avente come ingrediente principale la ciliegia non esiste, ma vista la presenza significativa del frutto sul territorio esiste la convinzione generale che tale ricetta non sia estranea alla gastronomia locale, in quanto in passato era uso comune associare il gusto dolce a gusti più decisi, un forte esempio ne è la cucina rinascimentale della Corte dei Gonzaga.
L’Amministrazione Comunale ha incoraggiato la riscoperta di questo piatto e così, dopo una fase sperimentale e di valutazione delle ricette, si è giunti nel 2009 in collaborazione con l’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi alla formulazione della ricetta del “Tortello della Possenta di Ceresara”, con ripieno di ciliegia e l’anno successivo alla sua De.Co.

Ricetta del Tortello della Possenta di Ceresara

Ingredienti:
-Sfoglia
350 gr di farina 00
150 gr di semola di grano duro
3 uova
2-3 cucchiai di rape rosse frullate
1 cucchiaio di olio d’oliva
sale
-Ripieno
250 gr di ciliegie
250 gr di ricotta
200 ml di vino rosso
50 gr di mostarda di frutta o verdura
6 cucchiai di formaggio grana grattugiato
2 cucchiai di zucchero
pane grattugiato (circa 50 gr)
sale e pepe
cannella
noce moscata
burro
-Per condire
grana grattugiato
burro fuso
salvia

Preparazione della sfoglia:
In una ciotola sbattete leggermente le uova ed amalgamatele con le rape rosse frullate, l’olio d’oliva ed il sale.
Mescolate la farina e la semola e, versando poco per volta il composto a base di uova e rape, impastate il tutto. Lavorate fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo, quindi lasciatelo riposare per una decina di minuti avvolto da pellicola trasparente.

Preparate il ripieno: in una padella con poco burro fate rosolare a fiamma vivace le ciliegie denocciolate insieme a 2 cucchiai di zucchero ed un pizzico di cannella, aggiungete il vino rosso e fate cuocere finché quest’ultimo non sarà quasi completamente evaporato. Spegnete e lasciate raffreddare.
Frullate leggermente le ciliegie e, in un recipiente, amalgamatele con la ricotta, il formaggio grana grattugiato, il pan grattato, la mostarda tritata finemente, il sale, il pepe ed un pizzico di noce moscata.

Tirate quindi la sfoglia molto sottile, formate con essa dei dischetti aiutandovi con un bicchiere o con un coppapasta, adagiate al centro di ognuno di essi 1/2 cucchiaino di ripieno e piegateli a mezzaluna, premendo bene sul bordo per chiuderli.

Cuocete i tortelli di ciliegie in acqua bollente salata per circa 5 minuti, scolateli e serviteli con grana padano grattugiato e burro fuso aromatizzato alla salvia.
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Per Informazioni sull’evento: www.compagniadelletorri.it www.comune.ceresara.mn.it
#cherries #ciliegie

07 Mar

(Eventi) – Celebriamo in modo biricchino l’8 MARZO?

La Giornata Internazionale della Donna, si celebra per la prima volta nel 1909 negli Stati Uniti, dal 1922 anche in Italia, in ricordo delle conquiste sociali, politiche ed econonomiche da lei realizzate, e delle violenze ed indiscriminazioni a cui e’ ancora soggetta.
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Per tutte quelle Donne che hanno voglia di celebrare questa ricorrenza senza celebrarsi, di passare una serata alternativa, dove per alternativo non si intende assistere allo spogliarello del tacchino locale, ma rilassarsi tra amiche, prendersi cura di se’ e della propria femminilita’ perche’ non partecipare all’evento Soft Paris del Ristorante Borsari 36 .

Lasciate bimbi, pensieri, cani&gatti, e risvegliate la biricchina che c’e’ in voi assistendo ad una dimostrazione di sex toys, per riscoprirvi attraenti e perché no, aggiungere un tocco di peperoncino alla vita di 1476556_696575467041501_734365334_ncoppia…

06 Mar

[Matrimoni] FATTI DIRE SI’ !!!

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Sei follemente innamorata ma il tuo Lui non vuole proprio saperne di farti la fatidica proposta…Cosa fare (a parte lasciarlo)?!?

Segui l’esempio di Anna, bostoniana protagonista del film Leap Year, che dopo qualche anno in una relazione senza fidanzamento ufficiale decide che è arrivato il momento di prendere in mano la situazione, e cosi’ ispirata da un’antica tradizione irlandese che permette alle donne di fare la proposta di matrimonio negli anni bisestili, ovvero il 29 Febbraio, se ne vola a Dublino per porre al suo amato Jeremy la scottante domanda…

Ovviamente Voi girls non dovrete aspettare il 29 di Febbraio per chiedere al vostro Lui di sposarvi, ogni momento potra’ essere quello giusto.image

Per fare la proposta di matrimonio non avrete bisogno di agenzie specializzate, e’ un momento privato, intimo, spontaneo, e come tale non necessariamente da commercializzare. Se non volete ripiegare su scenari classici come la cena a lume di candela o la spiaggia al tramonto, ma nemmeno spendere fortune per noleggiare striscioni svolazzanti in cielo, Mongolfiere, Ferrari in pista o l’ingaggio di tutto il vicinato per organizzare un flashmob dal fruttivendolo…affidatevi alla complicità di amici e parenti, alla Vostra fantasia, all’istinto e al sentimento: anche un semplice “Sposami” scritto con il vostro rossetto sullo specchio davanti al quale Lui si rade ogni mattina, un bigliettino lasciato dentro i calzini di ricambio nella borsa sportiva, o del gessetto sul pianerottolo di casa andranno benissimo, il resto sarà l’Amore a farlo.

Personalmente mi basterebbe essere in una gelateria, mentre sono impegnata a leccare dal cono la banana e il cocco che colano copiosamente e il mio Cavaliere con manovra tanto inaspettata quanto rocambolesca mi infila l’anello, trovato nel sacchetto di patatine a dieci anni, sul quale ha fatto incidere le nostre iniziali, come in “Colazione da Tiffany”….ma questa e’ un’altra storia.

03 Mar

[Degustazione] Le vie del Cacao sono infinite

Venerdì scorso, venerdì gnocolar , con il mio fidanzato Oscar sono andata all’Osteria da Ugo a Verona (Vicolo S.Andrea) per una degustazione molto particolare.

Tema centrale di questo percorso nel gusto, il cacao abbinato ai vini piemontesi della Cantina TerreDaVino. Se siete di quelli che  amano i sapori tradizionali, forse questo genere di accostamenti potrebbero sembrarvi un po’ azzardati, ma se avete voglia di dare alle vostre papille gustative uno stimolo nuovo, potete cominciare da qui.

Abbiamo cominciato con un piatto di Gnocchi al Cacao conditi con burro fuso e peperoncino innaffiati da un Pinot Nero Extra Brut, dal sapore di crosta di pane con un perlage molto delicato ed un bel colore giallo paglierino.

Ottimo il Pinot, ideale come accompagnamento per piatti grassi. Forse gli Gnocchi al Cacao sarebbero stati più indicati come dessert data la “cioccolosità” persistente. Personalmente mi sono piaciuti, voci di corridoio mi hanno confessato che il piatto è in via di perfezionamento ed una volta raggiunto il perfetto equilibrio verrà inserito in carta.

Siamo poi passati ad un piatto di Straccetti di pollo con spinaci, pere e cioccolato insieme ad uno Chardonnay morbido, poco acido, non erborinato, dai toni fruttati. Tanto era impegnativo il primo piatto quanto delicatissimo il secondo, se non fosse stato per lo Chardonnay dal retrogusto salino a compensarne la mancanza di sapidità.

Dulcis in fundo abbiamo bevuto un Moscato Passito Ca’ del Filet dai profumi molto marcati, odorava di muschio e frutta candita, miele e fiori d’arancio, abbinato ad una cioccolata al latte con frutta secca variegata, cacao al 33%, con un aroma naturale di cannella e vaniglia. I due sapori si sposavano perfettamente.

Siamo poi passati alla degustazione di 8 diverse qualità di cioccolato fondente, no chocolate blended, ma di singola origine, dalle diverse percentuali di cacao, nessuna inferiore al 70%, i migliori a mio parere quello di Haiti e di Giava, dai gusti legnosi e molto lunghi in bocca. Questo excursus e’ stato presentato da Gilberto Mora della Compagnia del Cioccolato, il quale ci ha spiegato come si degusta, schiacciandolo tra i denti, non succhiandolo come si farebbe con una caramella, in questo modo si può’ capirne la struttura, se liscia e quindi con un sapore più’ rotondo come a mettersi in bocca un cucchiaio di cioccolata, oppure cristallina. Al contrario del vino gli aromi del cacao si sentono in bocca per via retro nasale. Da accompagnarsi ad un Barolo Chinato (vino fortificato con l’aggiunta di china, rabarbaro, genziana e cardamomo, che nasce nel 1800 per opera del farmacista Giuseppe Cappellano come antidoto ai piccoli malanni da raffreddamento) o ad un Cherry cremoso, ricordandosi di intervallare tra un assaggio e l’altro in modo da non accavallare i due sapori….

21 Nov

#bchef2013 – Sfida all’ultimo mestolo

Stasera  terza puntata del Borsari è Servito. Flan di mele vs. Risotto all’Amarone con scaglie di Monte Veronese ubriaco sono i piatti di battaglia che porteranno i duellanti alla gara.

Il  vino che potrete degustare all’evento e’ “Ripassa” di Zenato Winery  lungo, morbido e vellutato, con profumi intensi di piccoli frutti rossi.

Votateci e dite la Vostra su #bchef2013

I due concorrenti.......

I due concorrenti…….

17 Nov

FLAN DI MELE + CONTORNO DI MELE UBRIACHE

flan di mele
Sono particolarmente frizzante e agitata….Mancano 4 gg alla terza puntata della gara di cucina #bchef2013,  che si terra’ giovedi’ 21 Novembre presso il Ristorante Borsari 36 a Verona.

Mi vedrete spadellare insieme ad un altro concorrente proprio con questa ricetta…

Seguiteci ed alzate la paletta anche voi !!!! Per conoscere il responso e sbirciare le altre ricette “Stay Tuned”.
Ingredienti per il flan:

2 mele
2 uova
125 gr di zucchero semolato
130 gr di farina 00
90 gr di burro
60 ml di latte intero
1 bustina di lievito vanigliato
1 spolverata di cannella
mandorle in scaglie q.b.
burro e pangrattato q.b.
zucchero a velo q.b.

Ingredienti per il contorno :

50 gr di burro
3 cucchiai di zucchero di canna
3 chiodi di garofano
1/2 stecca di vaniglia
1/2 bicchiere di brandy
1 manciata di uvetta
2 mele

Esecuzione del flan:

Unite lo zucchero insieme alle 2 uova e mescolate fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete il burro sciolto precedentemente, il latte a temperatura ambiente, la farina e il lievito setacciati, le mele sbucciate e tagliate a dadini e completate il composto con una spolverata di cannella.
Imburrate le cocottes (piu’ o meno 8 a seconda delle dimensioni) e poi ricoprite col pangrattato.
Fate uno strato con le mandorle a scaglie. Versate il composto fino a coprire le cocottes per 3/4. Posizionate le cocottes sulla teglia a meta’ altezza nel forno pre-riscaldato a 170 gradi per 30 minuti.

Esecuzione del contorno:

Nel frattempo fate sciogliere il burro in una larga padella, aggiungete lo zucchero di canna, i chiodi di garofano, la vaniglia precedentemente estratta dal bacello, il 1/2 bacello, far insaporire per qualche secondo.
Aggiungete poi il brandy, l’uvetta e dopo un paio di minuti le mele tagliate a fettine sottili.
Cuocete fino al quasi completo assorbimento della salsa ma stando attenti a non stracuocere le mele.
A fine cottura togliete i chiodi di garofano ed il bacello di vaniglia.

Create nel piatto un letto con il contorno di mele, adagiatevi poi sopra il flan, e cospargete con zucchero a velo.

Volendo potreste accompagnare il flan con del gelato al cardamomo, o con la versione piu’ classica alla vaniglia.

Enjoy !!!

31 Ott

Halloween – Zucca e dintorni

zucca illuminataCome ogni anno, a fine Ottobre, fa la sua comparsa “la zucca col ghigno illuminato” di Halloween.

Se ne parla in Tv, viene pubblicizzata in ogni dove con bella mostra di gadgets e accessori, i party a tema si sprecano, ma alzi la mano chi conosce il significato della festa di Halloween….

Halloween e’ una parola di origine anglosassone, chee deriva da una contrazione della frase  “All Hallows Eve”, ovvero la Vigilia di Ognissanti, festeggiata il 31 ottobre.

Questa data nel quinto secolo avanti Cristo coincideva nell’Irlanda celtica con la fine dell’estate. Questa ricorrenza,  chiamata Samhain, era conosciuta come “La Festa dei Morti”, poiche’ si pensava che durante questo periodo i morti potessero far ritorno nella terra dei vivi per celebrare con la propria famiglia la fine di un anno e i progetti per quello a venire. La festa era caratterizzata da due colori: l’arancio per ricordare la mietitura e quindi la fine dell’estate ed il nero a simboleggiare l’imminente buio dell’inverno. E’ ancora costume mettere un posto in piu’ a tavola per la cena, la sera di Samhain, in onore dei defunti.
Quando nell’alto medioevo il cristianesimo si diffuse nelle terre celtiche (Irlanda, Bretagna) e divenne la religione ufficiale della maggior parte dell’Impero Romano, una serie di editti papali istituirono un giorno di festa della chiesa, Ognissanti (o Tutti i Santi) da celebrare il 1 ° novembre di ogni anno. Non si sa se fosse nelle intenzioni della Chiesa sovrapporre questa nuova festa alle celebrazioni pagane di Sahmain, ma di fatto fu così. Poco dopo venne istituita la festa “gemella” di Ognissanti, ovvero il Giorno dei Morti, da celebrarsi il giorno successivo, il 2 novembre. La data è stato posta accanto a quella di Ognissanti per sottolineare il concetto che i santi possono intercedere per conto dei morti.

– Narra poi la leggenda che gli spiriti erranti di coloro che sono morti durante l’anno tornino indietro la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l’anno successivo.

I Celti credavano quindi possibile che in questa notte magica il mondo reale e l’aldila’ potessero fondersi insieme. I contadini allora, per non essere posseduti dagli spiriti, rendevano inospitali le loro case spegnendo tutti i fuochi e mascherandosi da mostri per non farsi riconoscere dagli spiriti.

I Romani ripresero inizialmente le pratiche celtiche, abbandonando con l’andare del tempo la paura di essere posseduti dagli spiriti e conservando solo la tradizione del travestimento.

Questi spiriti,  una volta  ritenuti solo selvaggi e potenti, assunsero un connotato diabolico e malvagio. La chiesa affermava che gli dei con tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche fossero di impronta diabolica, e costituivano quindi delle manifestazioni del diavolo che conduceva l’uomo verso l’adorazione di falsi idoli. Così, durante le celebrazioni per Halloween, apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del diavolo e di altre creature maligne, come le streghe.

halloween

Questa sono io

Le streghe considerano Halloween come una festa religiosa. Non e’ solo la giornata in cui si ricordano i propri cari deceduti, ma è anche la notte in cui si possono praticare  varie forme di arte divinatoria, come leggere il futuro negli specchi e  migliorare la lettura dei tarocchi.

La tradizione di Jack-o-lantern deriva  dal folklore irlandese. Narra la leggenda che un uomo di nome Jack, noto baro e sedicente malfattore, ingannò Satana sfidandolo nella notte di Ognissanti a scalare un albero sulla cui corteccia incise una croce, intrappolandolo cosi’ tra i rami. Jack strinse allora un patto col diavolo: se non lo avesse più indotto in tentazione lo avrebbe fatto scendere dall’albero. Alla morte di Jack gli venne impedito di entrare in paradiso a causa della cattiva condotta avuta in vita, ma gli venne negato anche l’ingresso all’inferno per aver ingannato il diavolo.
Allora Satana gli venne in aiuto facendogli dono di un piccolo tizzone d’inferno per illuminare la  tenebra che lo attorniava. Per far durare la fiamma più a lungo Jack scavò un grosso cavolo rapa e ve la pose all’interno.

Intorno al 1840 gli emigranti irlandesi, in fuga  dalla carestia di patate che aveva colpito la loro patria, esportarono la festa di Halloween negli USA. Originariamente gli irlandesi usavano i cavoli rapa ma quando arrivarono negli USA scoprirono che le rape americane erano piccole, e che le zucche erano più grosse e più facili da scavare. Ecco perchè a tutt’oggi Jack-o-lantern è una zucca.

trick or treatDolcetto o Scherzetto? La tradizione di trick-or-treat pare abbia origine dal “souling”, elemosinanti d’anima, pratica europea del nono secolo d.C. “. Il 2 novembre, i primi Cristiani vagavano di villaggio in villaggio elemosinando per un po’ di “pane d’anima”, un dolce di forma quadrata con l’uva passa. Piu’ dolci ricevevano e piu’ erano le preghiere promesse, recitate per i parenti morti dei donatori. I dolcetti diventavano cosi’ il pass per i defunti che a quell’epoca si riteneva rimanessero nel limbo per un certo lasso di tempo dopo la morte,  rendendo cosi’ loro  il passaggio in paradiso piu’ veloce.
Oggi Halloween ha perso tutti questi significati, rimane un grande evento globale, di aggregazione, ma soprattutto commerciale, essendo seconda solo ai festeggiamenti natalizi….

Per chi avesse voglia di Pasticcio e Pane di Zucca segnalo la Festa della  Zucca il 03/11/2013 dalle 09.00 alle 18.00 a Campodarsego (PD), Piazza Europa info su Campodarsego e mappa interattiva.
30 Ott

Ragu’ di Zucca e Speck

Sulla scia di Halloween ecco una ricetta veloce e sfiziosa per accompagnare un bel piatto di  pasta.

Ingredienti per 4 persone:
320 g di pasta ( formato a Vs. piacimento)
400 g di zucca
80 g di speck in una sola fetta

1 scalogno, 4 cucchiai di olio d’oliva, sale e pepe q.b.

Preparazione:
Tritate lo scalogno, tagliate lo speck a julienne e la zucca a dadini.
In una padella fate appassire lo scalogno nell’olio, aggiungete la zucca e fate rosolare per 2-3 minuti mescolando con cura.
Aggiungete sale e pepe e bagnate con un po’ d’acqua calda, lasciate cuocere per circa 10 minuti finche’ la zucca non diventa tenera.
Unite lo speck e continuate la cottura ancora per 1 minuto.
Lessate la pasta e dopo averla scolata passatela in padella con il ragù di zucca e speck.
Cospargetela con del parmigiano e accompagnate con un bicchiere di Valpolicella Classico.Pasta con la zucca